Comune di Cavasso Nuovo

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Tipico focolare contadino del secolo passato
Località Runcis(piccola fraz di Cavasso) negli anni 30
Loclità Runcis dopo gli eventi sismici del 1976

BREVI CENNI STORICI

Cavasso Nuovo, fa parte della Provincia di Pordenone, è ubicato ai piedi delle prealpi carniche, conta circa 1500 abitanti. E un paese circondato da diverse borgate dalle caratteristiche prettamente friulane. Come tutta la civiltà friulana, civiltà generalmente contadina, fu paese di secolari emigrazioni, e proprio per questo, nel palazzo Polcenigo-Fanna, ora palazzo del comune , l’Amministrazione comunale, ha voluto porre la sede distaccata del museo della vita contadina “Diogene Penzi” , sezione lavoro ed emigrazione , dove vengono mostrati gli aspetti materiali e le forme socio culturali dell’emigrazione friulana.
La storia di Cavasso Nuovo, è legata al casato dei conti Polcenigo, avvocati della Chiesa di Belluno ai quali nel 963, l’imperatore Ottone concede il Castello di Paucinicco, (l’attuale Polcenigo) e dal nome del castello Pedemontano, diventano i “de Polcenigo”.

La famiglia Polcenigo si divide nel 1222 in due rami, ad Aldericuo Polcenigo toccarono le Ville di Coltura, San Zuan, S.Lucia, Dardago e Budoia, a Varnerio di Polcenigo toccò il Villaggio di Fanna con il Castello Mizza.
Il Villaggio di Fanna comprendeva due comunità, Fanna di Sotto e Fanna di Sopra, quest’ultima denominata anche Cavasso.
Tra le due comunità non scorse mai buon sangue, e vi furono molti contrasti, forse dovuti al fatto che a Fanna di Sopra (Cavasso) primeggiava l’attuale Chiesa di san Remigio, ove risiedeva il Pievano che aveva giurisdizione assoluta anche su Fanna di Sotto in quanto investito della competenza religiosa.  

Negli anni che vanno dal 1582 al 1604, i contrasti si accentuarono, e le due comunità non furono più in grado di proseguire in accordo, con conseguente smembramento delle comunità religiose, ed in quel periodo, Fanna di Sopra (Cavasso) iniziò ad essere indipendente dalla Parrocchia di Fanna di Sotto, la quale aveva la sua Abbazia dipendente dal Monastero della Pomposa e chi vi era preposto, officiava nella Chiesa di San Martino. Si può dedurre, che in quegli anni Cavasso diventasse amministrazione indipendente in quanto, è di quel periodo una bolla papale di Urbano III che elencava le Chiese elevate a Pievi, e tra le quali vi è anche la Pieve di CAVASSIO.
Il Pievano risiedeva a Cavasso, era titolare della Pieve di san Remigio ed in accordo con i conti Polcenigo, i quali dominarono la giurisdizione di Fanna per quasi settecento anni poteva avere anche poteri civili.
Durante una delle numerose incursioni dei turchi, nel 1607, uno dei discendenti dei Polcenigo, Gio Batta, viene fatto prigioniero e fu liberato su versamento di 7.000 ducati.

L’ingente somma pagata intaccò profondamente le ricchezze dei Polcenigo-Fanna e quella data segnò il declino della famiglia, che si manifesta più palesemente negli anni 800, quando il palazzo, residenza dei Conti, poi denominato “Palazzat” viene alienato per essere destinato ad altre attività.
Alla sottoutilizzazione del palazzo, nel 1976, si aggiunse il terremoto che peggiorò ulteriormente le già precarie condizioni di quella che un tempo fu la residenza dei Conti Polcenigo-Fanna, e solo grazie all’intervento della sopraintendenza per i beni ambientali del Friuli Venezia Giulia oggi possiamo ammirare nella sua stupenda maestosità quello che dall’anno 2000 è diventato il palazzo sede del comune.

L’origine del nome Cavasso, deriva dalla parola càvàs (cava di pietra), la denominazione di Nuovo, viene aggiunta nel 1886 (Unità d’Italia) con Regio Decreto n. 3893, a seguito dell’annessione da parte del Friuli e del Veneto all’Italia.